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Il
rischio è definibile come
un pericolo che minaccia
qualcuno o qualcosa
(individuo, famiglia, casa, territorio). La
sua importanza è valutata sulla base dei danni che può provocare e sulla base di
quanto sia esposto.
Una eruzione vulcanica, ad esempio, è sempre un pericolo, ma diventa un rischio
solo se il territorio esposto è abitato o ha qualche interesse strategico; in
caso contrario il rischio non viene valutato.
Possiamo individuare:
1) Rischi naturali che dipendono da fenomeni naturali, come ad esempio: terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, frane, esondazioni, inondazioni, alluvioni, incendi provocati da autocombustione o fulmini.
2) Rischi antropici dipendenti dall’attività dell’uomo, come ad esempio: fughe di sostanze tossiche, esplosioni di gas, incendi colposi o dolosi, etc.
Quindi è necessario:
La Protezione Civile
È peraltro importante rilevare alcuni aspetti:
FRANE
PREVENZIONE PRIMARIA
qualunque intervento di modifica del territorio in zone a rischio deve essere
attentamente valutato per impedire il sovraccarico o il distacco del terreno.
Negli edifici è indispensabile una valutazione tecnica di crepe o altre lesioni
su muri o soffitti.
DURANTE L’EVENTO
evacuazione immediata; chiudere, quando possibile, gas e approvvigionamento
idrico ed elettrico.
DOPO L’EVENTO
non entrare per il rischio di crolli negli edifici coinvolti. Attenersi alle
direttive della Protezione Civile, collaborando con le autorità preposte al
soccorso.
VALANGHE, SLAVINE
PREVENZIONE PRIMARIA
in montagna non attraversare zone pericolose. Nelle pratiche di sci alpinismo o
fuori pista, ed escursioni in zone innevate, informarsi preventivamente della
condizione della neve presso gli appositi centri, e se possibile utilizzare
rilevatori personali (A.R.VA.).
DURANTE L’EVENTO:
cercare di compiere i movimenti come si nuotasse. Se la valanga interessa un
edificio, comportarsi come per le frane.
DOPO L’EVENTO:
cercare di crearsi uno spazio minimo. Verificare dove è il basso, quindi,
scavare verso l’alto.
ALLUVIONI, ESONDAZIONI
PREVENZIONE PRIMARIA
nelle zone a rischio i fabbricati non dovrebbero essere costruiti.
Pulizia di fossi e rogge, nonché delle tubazioni di acque meteoriche delle
singole proprietà possono contribuire a prevenire il fenomeno.
DURANTE L’EVENTO
rifugiarsi nei piani alti e attendere soccorsi. Chiudere impianti gas, elettrici
ed idrici. Non sostare sui ponti o in prossimità di zone esondabili ed evitare
di mettersi in viaggio.
DOPO L’EVENTO
rispettare le disposizioni impartite dalla Protezione Civile, collaborando con
le autorità preposte ai soccorsi.
FENOMENI ATMOSFERICI VIOLENTI
(nubifragi, trombe d’aria, grandine, fulmini)
PREVENZIONE PRIMARIA
quando le condizioni atmosferiche possono determinare un’evoluzione sfavorevole,
è opportuno staccare le apparecchiature elettriche (televisore, etc.). Evitare
escursioni in montagna se vi sono previsioni di temporali.
DURANTE L’EVENTO
rifugiarsi entro strutture solide. Per i fulmini, quando si è in campo libero,
evitare di rifugiarsi sotto gli alberi e non usare ombrelli, coricarsi a terra.
DOPO L’EVENTO
in montagna porre attenzione alla stabilità e/o alla scivolosità del terreno.
INCENDI
PREVENZIONE PRIMARIA
Tutti gli impianti elettrici e di adduzione gas devono essere realizzati e
controllati da personale tecnico qualificato, che ne deve rilasciare
dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente.
Garantire la corretta aerazione dei locali in cui si depositino e utilizzino
materiali infiammabili. Gli impianti termici devono essere correttamente gestiti
e verificati da tecnici qualificati. Deve essere garantita l’efficienza dei
camini, con la regolare pulizia, specie quando si usino nafta, carbone, legna e
simili, e non connettendovi più impianti (per farlo occorre che il camino sia
predisposto ed il combustibile sia il medesimo).
Chiudere gli impianti gas sempre quando non sono utilizzati. È consigliabile
dotarli di dispositivi di rilevamento e d’intercettazione. Le tubazioni in gomma
di alimentazione degli utilizzatori vanno sostituite a scadenza.
Non utilizzare o avvicinare prodotti infiammabili a sorgenti di calore. Non
fumare a letto e in luoghi ove sia vietato.
Ridurre per quanto possibile la presenza di prodotti infiammabili e/o tossici in
casa; il loro deposito deve avvenire lontano da fonti di calore o da punti di
rischio, possibilmente in armadi metallici.
Verificare che le apparecchiature elettriche non si surriscaldino; evitare il
sovraccarico di prese elettriche (triple, derivazioni volanti). Non lasciare
apparecchiature o fornelli accesi senza sorveglianza.
È consigliabile disporre di un estintore.
Non ricoverare in luoghi interrati, seminterrati e cortili chiusi i veicoli
alimentati a GPL.
Nella vicinanza di boschi non accendere fuochi, né gettare mozziconi di
sigarette.
DURANTE L’ EVENTO
Se il fuoco è limitato, cercare di spegnerlo con l’estintore o con una coperta o
con acqua (sugli impianti elettrici non usare acqua).
Mantenere la calma. Abbandonare l’edificio nel più breve tempo possibile, senza
spingere o correre, aiutando anche le persone impedite (bambini, anziani,
portatori di handicap) oppure chi è caduto o ferito; seguire le indicazioni di
"uscita emergenza" se esistenti. Staccare l’interruttore elettrico generale,
chiudere la valvola di adduzione gas. Non utilizzare l’ascensore. Non tentare di
uscire dalle finestre nei piani alti ed attendere i soccorsi.
In presenza di fumo proteggere bocca e naso con un panno umido. Allontanarsi da
edifici o auto in fiamme, per il rischio di crolli o esplosioni.
DOPO L’EVENTO
l’ingresso ad edifici coinvolti è possibile solo dopo l’autorizzazione dei
Vigili del Fuoco o delle Forze dell’Ordine.
TERREMOTO
PREVENZIONE PRIMARIA
in località sismiche esistono norme di comportamento alle quali bisogna
attenersi.
DURANTE L’EVENTO
mantenere la calma e non scappare. Ripararsi sotto le strutture portanti, o
almeno sotto banchi o tavoli, lontano comunque da finestre e vetrate.
All’aperto, portarsi lontano da edifici, per la probabilità di cadute dall’alto
di cornicioni e vetri.
DOPO L’EVENTO
mantenere la calma ed attenersi alle disposizioni impartite dalle autorità.
Abbandonare l’edificio nel più breve tempo possibile, senza spingere o correre,
aiutando le persone impedite (bambini, anziani, portatori di handicap), oppure
chi è caduto o ferito; seguire le indicazioni "USCITA EMERGENZA" se esistenti.
Non utilizzare l’ascensore.
RIFIUTI, MATERIE
PRIME PERICOLOSE, TRASPORTI PERICOLOSI
PREVENZIONE PRIMARIA
effettuare il trasporto ed i travasi di sostanze pericolose con personale e
mezzi idonei.
DURANTE L’EVENTO
allertare il Comando Vigili del Fuoco e in caso di intossicati o feriti anche il
118. Allontanare persone e animali dall’area contaminata.
DOPO L’EVENTO
le operazioni saranno coordinate dalle strutture operanti nell’ambito della
protezione civile, che daranno le disposizioni del caso.
INQUINAMENTO CORPI IDRICI
Oltre ai fattori suesposti, può esservi il rilascio
diretto di tali sostanze in corpi idrici.
PREVENZIONE PRIMARIA
verificare periodicamente lo stato di conservazione dei serbatoi contenenti
sostanze inquinanti.
DURANTE L’EVENTO
allertare il Comando Vigili del Fuoco, l’Agenzia Regionale Prevenzione
Ambientale, tramite il 118. Sospendere qualsiasi utilizzazione dell’acqua.
DOPO L’EVENTO
le operazioni saranno coordinate all’interno delle strutture operanti
nell’ambito della protezione civile, che daranno le disposizioni del caso.
INQUINAMENTI CHIMICI DELL'ARIA
PREVENZIONE PRIMARIA
mantenere in efficienza gli impianti di lavorazione di sostanze inquinanti e di
evacuazione dei prodotti della combustione.
DURANTE L’EVENTO
allertare il Comando Vigili del Fuoco, l’Agenzia Regionale Prevenzione
Ambientale e, in caso d’intossicati o feriti, anche il 118. Allontanare persone
e animali dall’area contaminata.
DOPO L’EVENTO
le operazioni saranno coordinate dalle strutture operanti nell’ambito della
protezione civile, che daranno le disposizioni del caso.
DISPERSI
PREVENZIONE PRIMARIA
in montagna e nei boschi seguire sempre il sentiero; non perdere mai di vista i
bambini. Dissuadere gli anziani da passeggiate solitarie. In generale non
avventurarsi in luoghi sconosciuti da soli, né attardarsi in montagna. Educare
comunque i bambini a non agitarsi e a non mettersi in condizioni di pericolo;
dotarsi comunque di qualche elemento di riconoscimento (vestiti sgargianti).
DURANTE L’EVENTO
attivare la richiesta di soccorso al 118 o al 115. Non compiere ricerche
solitarie, ma collaborare in forma coordinata con i gruppi di soccorso.
CROLLI DI EDIFICI
il problema dei crolli è in correlazione allo stato dell’edificio ed a comportamenti che possono determinare un peggioramento della stabilità (lavori su muri portanti o in prossimità delle fondamenta, infiltrazioni, eccessivo carico sulle solette, sussistenza su terreno franoso). In altri casi il problema è connesso a scoppi o esplosioni.
PREVENZIONE PRIMARIA
non effettuare lavori che possano pregiudicare la stabilità degli edifici.
Provvedere ad una verifica statica da parte di tecnici qualificati.
Per evitare fughe di gas provvedere alla chiusura delle valvole di erogazione
quando non utilizzato.
DURANTE L’EVENTO
attivare il 115 ed in presenza di feriti il 118.
DOPO L’EVENTO
non avvicinarsi alle zone coinvolte ed attenersi alle disposizioni impartite
dagli organi di soccorso.
| Che cos'è un'emergenza, una maxiemergenza, una catastrofe |
Per EMERGENZA intendiamo qualsiasi situazione che mette in pericolo la salute o il benessere di un individuo e che necessita di un intervento indispensabile, non differibile nel tempo da parte delle organizzazioni di soccorso.
Esempi d’emergenza sono: persona con infarto miocardico in atto, bambino che sta soffocando perché ha inalato un corpo estraneo, caduta traliccio dell’energia elettrica, ecc.
Quando il numero di richieste di un soccorso emergente è superiore alla quantità di risorse che sono normalmente previste per le emergenze, è necessario attivare risorse e mezzi eccezionali (o normalmente non attivi, oppure provenienti da altre zone in cui in quel momento non sono indispensabili).
Si parla allora di MAXIEMERGENZA.
Esempi di maxi emergenza sono: un maxi tamponamento autostradale con numerosi feriti e con blocco del traffico, lo scoppio di una bombola di gas in un appartamento con necessità di evacuare lo stabile, ecc.
Quando
l’evento dannoso è di proporzioni tali da creare uno
squilibrio enorme tra i bisogni delle vittime e le risorse che sono
immediatamente disponibili, ed è talmente vasto da creare uno sconvolgimento
dell’ordine sociale, allora si parla di CATASTROFE.
Esempi di catastrofi sono: l’alluvione che qualche anno fa si è abbattuta sul
Piemonte, oppure il terremoto che recentemente ha colpito le Regioni del centro
Italia.
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